La nuova diga entra nella fase decisiva: partite le opere in mare con le prime colonne sul fondale

Avviata la Fase B del cantiere della nuova diga foranea. Le prime colonne serviranno a calibrare le tecniche di consolidamento: l’obiettivo è arrivare a quota 40 entro lunedì 1° giugno

La nuova diga foranea di Genova entra nella sua fase più delicata. Sono ufficialmente partiti i lavori della Fase B, con l’avvio delle opere in mare e la realizzazione delle prime colonne sul fondale, passaggio tecnico fondamentale per impostare il consolidamento che accompagnerà l’intero sviluppo del cantiere. Dopo la fase preparatoria, l’intervento entra così in una dimensione pienamente operativa, con l’apertura del fronte marittimo dell’opera.

Nel corso della settimana sono state realizzate le prime colonne di prova e avvio, con lunghezze di 3, 6, 9 e 12 metri. Si tratta di elementi propedeutici alla messa a punto delle tecniche di consolidamento del fondale, necessarie per verificare procedure, tempi, standard esecutivi e modalità operative prima dell’entrata a regime della produzione. Se l’andamento delle lavorazioni sarà confermato, entro lunedì 1° giugno si prevede di raggiungere quota 40 colonne.

L’apertura del cantiere in mare rappresenta uno snodo centrale per un’infrastruttura considerata strategica non solo per il porto di Genova, ma per l’intero sistema logistico nazionale. La nuova diga è infatti destinata a modificare l’assetto dello scalo, consentendo una migliore accessibilità marittima e rafforzando la capacità del porto di accogliere navi di maggiori dimensioni. La Fase B si affianca alla prosecuzione delle attività già avviate, con l’obiettivo di comprimere i tempi complessivi dell’intervento e anticipare i benefici attesi per la competitività dello scalo.
«L’avvio delle opere in mare di Fase B segna un momento di grande significato per Genova e per l’intero Paese», commenta Carlo De Simone, subcommissario alla ricostruzione di Genova. Secondo Carlo De Simone, la realizzazione in parallelo delle due fasi consente di ottimizzare oltre due anni rispetto al cronoprogramma inizialmente previsto e permette di guardare prima al futuro del porto, rafforzando il ruolo della città nel Mediterraneo e la sua competitività portuale e logistica.
Per il subcommissario, la nuova diga non è soltanto un’opera infrastrutturale, ma un investimento destinato a incidere sullo sviluppo del territorio e sull’economia che ruota attorno allo scalo. «Portare avanti un intervento di questa complessità con metodo, rigore e senso di responsabilità è l’impegno che onoriamo ogni giorno, consapevoli di costruire un’opera destinata a servire Genova e le prossime generazioni», afferma Carlo De Simone.
Soddisfazione anche da parte della Regione Liguria, stazione appaltante dell’intervento. «L’inizio delle opere in mare è un risultato concreto», dichiara Giacomo Giampedrone, assessore regionale con delega al coordinamento e alla realizzazione della stazione appaltante. Per Giacomo Giampedrone, l’avvio della Fase B conferma l’efficacia del coordinamento regionale e il lavoro svolto per garantire rapidità, trasparenza e certezza dei tempi.
La Regione, sottolinea l’assessore, continuerà a seguire ogni passaggio affinché le attività procedano senza ostacoli. La posta in gioco è alta: la diga foranea viene definita un’opera strategica per Genova, per la Liguria e per la competitività dell’intero sistema portuale e logistico del Paese. Con le prime colonne in mare, il cantiere entra ora nella fase in cui la programmazione lascia spazio alla costruzione materiale dell’infrastruttura.
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